Tappeti Nomadi:
I tappeti nomadi sono tessuti dalle tribù senza
fissa dimora che si spostano senza meta sul vasto territorio persiano.
Vengono annodati su telai orizzontali, di dimensione proporzionata a
quella del prodotto che si vuole ottenere e sono facilmente smontabili
e rimovibili anche durante la lavorazione del tappeto.
La tradizione tessile nomade ha origini antichissime
e permetteva di produrre, all’interno della popolazione tribale, il necessario
per soddisfare le necessità quotidiane. Da secoli le donne nomadi imparano
a realizzare, oltre ai tappeti, selle, finimenti, sacche di diversi formati,
tovaglie, culle e un’infinità di altri oggetti.
Per la cultura nomade il tappeto non ha una funzione decorativa, ma diventa un elemento
indispensabile: il tappeto da stendere sul terreno e su cui dormire, la tovaglia
su cui mangiare, la sacca in cui riporre le stoviglie, il sotto sella, i finimenti,
la culla del bambino… insomma una vera e propria necessità.

Le decorazioni dei tappeti nomadi sono semplici, eseguite in genere senza
schemi, prendendo spunto dalla vita quotidiana, dalla natura che circonda
il tessitore: un fiore, un animale stilizzato, oppure un disegno geometrico.
La lana viene filata, cardata e tinta (con colori naturali) dalle stesse
donne che poi annoderanno il tappeto.
Ovviamente, viste le condizioni in cui viene lavorato, il tappeto talvolta non risulta perfettamente
in quadro; succede anche che la lana non sia sufficiente per finire
il disegno e venga aggiunto altro materiale che ha subito un bagno
successivo: questo fa sì che la tonalità non sia perfettamente
uguale alla precedente e conseguentemente compaiano degli
abrash.
Questo non deve però indurre il cliente a scartare il tappeto perché difettoso,
ma deve essere considerato un pregio: il pregio di essere un’opera d’arte
fatta interamente a mano e tinta con colori naturali.
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